Perché chiediamo aiuto?

Vogliamo aiutare a tutti però in maniera speciale cominceremo con i cristiani più bisognosi, affinchè non si vedano obbligati a lasciare il paese provocando così  l’assenza della testimonianza cristiana in questa nobile nazione, per non abbandonare così  la propria terra, le prorie radici, i propri defunti…

Essi in generale vogliono rimanere, però molti non possono e per questo sono fuggiti nei paesi limitrofi, in centri di accoglienza profughi o in quei luoghi dove vedono un futuro più sicuro e prospero per i propri figli. Ci hanno detto che sono più di 1.000.000 (un milione!) i rifugiati solo ad Aleppo. È molto facile dirgli: “rimanete, testimoniate a Cristo” però è dfficile per loro farlo, perchè  non hanno la sicurezza neanche delle necessità di base….e la cosa più grave ancora, è che non hanno protezione e rifugio per le proprie vite….

Per questo il nostro aiuto vuole dirigersi alle famiglie cristiane del quartiere “El Midán”, che è una delle zone più colpite ed inoltre è il quartiere dove l’IVE lavora pastoralmente in una chiesa che si chiama “Cappella dell’Assunzione” già da tre anni. Le incaricate della chiesa sono le Suore Dorotee che insieme ad un padre dell’IVE si occupano della pastorale. Questa zona è una delle più povere di Aleppo, e come ho detto prima, una delle più colpite dagli scontri tra le fazioni in combattimento; la ragione di tutto questo è perchè questo quartiere si trova in una parte strategica che circonda il centro della capitale. Per questo motivo gli scontri sono permanenti. Particolarmente in pericolo è l’edificio dove si trova la Chiesa, perchè è vicino ad un palazzo dove si trova la polizia nazionale; per questa vicinanza, le suore e tutti gli abitanti della zona hanno dovuto evaquare il quartiere. Noi non possiamo più celebrare lì la Santa Messa.

Molti edifici sono distrutti ed altre case sono state colpite da bombe o proiettili provenienti da carri armati, aerei o elicotteri.

Per questa ragione molta gente è dovuta andare via con quello che aveva addosso, abbandonando le proprie case e le poche cose che avevano, anche perchè persone molto povere. Qualcuno ha trovato rifugio dai propri familiari in altre zone, altri in qualche convento o scuole che erano state preparate per l’accoglienza, altri  avendo avuto la possibilità di affittare una stanza in qualche area “non in pericolo”, stanno vivendo tutti insieme accalcati, in piccole abitazioni.

Questa fuga ha provocato molti altri inconvenienti come quello di esporre la propria casa al saccheggio dei ladri. Ci sono molti casi di famiglie derubate di TUTTI I LORO AVERI.

Inoltre bisogna tenere in conto che Aleppo è una città industriale,  così purtroppo a causa del blocco delle frontiere e a causa della guerra, molti impresari hanno dovuto chiudere le loro fabbriche e fuggire dal paese, e di conseguenza tutti i lavoratori della classe bassa che vivevano di questo lavoro nelle imprese e nelle fabbriche sono rimasti senza impiego.

Perciò ora non hanno casa, non hanno lavoro, molti sono rimasti senza proprietà a causa dei saccheggi  e a tutto questo si aggiunge che i centri di accoglienza  per i rifugiati sono soprattutto per mussulmani. Anche se  in generale, la convivenza tra  la gente è  buona, ciò non toglie il pericolo dei fondamentalisti mussulmani che approfittando della situazione, si manifestano come una minaccia per le minorie, ed è per questo che molti cristiani per timore di queste difficoltà non vanno nei centri di accoglienza profughi.

Solo nel “Midan” in questo momento possiamo concretizzare l’aiuto per 60 famiglie. Sono casi di estrema urgenza o di necessità incombente, sia perchè non hanno lavoro, nè  alimenti o perchè hanno bambini piccoli o malati con infermità mentale o fisica; ci sono altri malati a cui non si può dare la dovuta assistenza a causa del fattore economico o semplicemente perchè gli ospedali non riescono a coprire tutte le necessità…..quindi noi dobbiamo fare qualcos per aiutarli.

Uno stipendio base in Siria è di 200 dollari al mese (14.000 lire siriane), e con questo può vivere una famiglia con due figli, ma solo con alimenti di base….è certamente molto poco perchè tutto ha subito un 200% di aumento. Per farci un’idea solo il gas costa 50 dollari…e l’affitto di una piccola abitazione costa 120 dollari, a questo si aggiungono le medicine in caso di malattia, soprattutto in questo periodo a causa del cambio di stagione.

Purtroppo mancano i vestiti invernali, non ci sono coperte…ed ora, che si sta avvicinando l’inverno arriva il problema del riscaldamento perchè si trova poco combustibile che  è carissimo….ed ad Aleppo fa molto freddo in inverno.

Un’altra grande difficoltà è la guerra che sta condizionando negativamente l’educazione scolastica, sono le pochissime scuole e le università che hanno potuto cominciare l’anno accademico; ma anche queste poche, sono inaccesibili ai bambini ed ai giovani più poveri che non possono pagarsi gli studi. Per questo stiamo vedendo la possibilità di poter aiutare dei bambini che sono rimasti senza scuola, aiutadoli nei i loro studi, con la collaborazione, grazie a Dio, di un gruppo di giovani molto entusiasti che sono molto interessati a darci una mano.

Fino ad ora abbiamo aiutato diverse famiglie con alimenti di prima necessità, però in questo momento  è quasi impossible perchè non abbiamo i soldi… È anche vero che altre congregazioni ed enti stanno aiutando però non è sufficente.

Non vogliamo solo dare aiuto materiale, è anche urgente l’assistenza spirituale e morale. Molta gente, ma soprattutto i giovani si avvicinano a noi per cercare aiuti. Ci sono persone disperate per la situazione e non hanno nessuno a cui chiedere aiuto.  È per questo che stiamo realizzando diverse attività formative e ricreative che aiutino in questo senso a mantenere viva la speranza. Per far questo, anche abbiamo bisogno di aiuto per poter creare degli ambienti che ci sembra siano molto, ma molto importanti per mantenere lo spirito saldo.

Noi chiediamo l’aiuto di tutti coloro che avendo compassione per la situazione in Siria vogliono aiutarci ad aiutare…compartendo così tutti insieme l’unica missione d’amore di Cristo in favore dei più bisognosi, tutti i mezzi dell’opera di Dio in favore del suo popolo.

Il nostro compromesso sarà di valutare ogni singolo caso, continuando con la visita di coloro che sono desolati spiritualmente, studiando le loro urgenti necessità, per il necessario aiuto futuro.Facendo così, invitiamo a partecipare anche i nostri benefattori per questa grande opera di carità.

Per questo chiediamo: aiutaci ad aiutare! “Caritas Dei urge nos!”.

Padre David Fernandéz, IVE (Missionario ad Aleppo-Siria).

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