Intervista a Suor Nazareth, missionaria ad Aleppo, sulla vita degli studenti cristiani Per Alessandra Benignetti (Il Giornale)

Studiare sotto le bombe: la vita degli universitari di Aleppo

Giovanissimi, cristiani, provenienti da famiglie povere dei villaggi della provincia: vogliono portare a termine gli studi nonostante la guerra. E finita l’università vorrebbero rimanere in Siria. Continua a leggere

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Cristiani dell’Iraq: «il male non ha futuro. Il bene è vittorioso»

Nessun giornale, nessun reportage, nessun tipo di documentario è capace di lasciar immedesimare il lettore con l’esperienza che vivono oggi i cristiani dell’Iraq quanto la testimonianza di S.B. Louis Sako, patriarca di Baghdad dei Caldei, condensata in «Ne nous oubliez pas !». È un piccolo volume che, attraverso lo sguardo di un testimone-pastore impegnato sul campo, svela le vicende di martiri e di assassini, atti di distruzione e gesti di carità, sullo sfondo di una storia che sta trasformando il volto del Medio Oriente e che investe in pieno, in modalità inattese, anche l’Occidente. Continua a leggere

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Aleppo: un movimento che ricostruisce la vita

Discorso di Mons. Jean-Clément Jeanbart ad Aleppo il 13 luglio 2015 in occasione dell’inaugurazione del movimento « Bâtir pour Rester », costruire per restare.

Costruire per restare: non è una fraternità spirituale di devozione. Non è una società di volontariato. Non è un partito politico, questo movimento non ha alcuno scopo politico. Non è una intrapresa commerciale. Non è un salone letterario, né un club familiare. Continua a leggere

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In pezzi millenni di architettura cristiana dell’Iraq

Sono 72 circa le chiese e istituzioni cristiane dell’Iraq che dal 1996 ad oggi sono state colpite da dissacrazioni o distruzioni totali per mano di gruppi violenti, dei quali Isis costituisce solo l’ultimo episodio in senso cronologico. La distruzione sistematica della memoria architettonica e artistica di città come Mosul, solo per citare una tra le città colpite, fa parte del piano violento di sradicamento dei cristiani dal Medio Oriente.

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Profughi come arma in medio oriente

Ci siamo ormai abituati a giudicare i fatti del Medio Oriente solo attraverso il prisma dei successi (rari) e degli insuccessi (più frequenti) nello scontro militare con l’Isis. Ma sul terreno, in Siria, Iraq e altri Paesi, si combatte anche un’altra battagli, non meno cruenta e non meno importante per la strategia generale dell’Isis o di chi gli si oppone: quella dei profughi. Continua a leggere

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“Salviamo Aleppo”: firma anche tu l’appello

Il 22 giugno 2014 Andrea Riccardi ha lanciato un appello alla comunità internazionale per la salvezza della città di Aleppo, in Siria, chiedendo di predisporre corridoi umanitari e rifornimenti per i civili, di trattare a oltranza la fine dei combattimenti e di creare una forza d’interposizione Onu, una sorta di “Aleppo città aperta”.

Faccio un appello per Aleppo. Accade  qualcosa di terribile. Ma viene ignorato. Oppure si assiste rassegnati. Sono due anni che si combatte ad Aleppo. Nel luglio 2012 è iniziata la battaglia nella città più popolosa della Siria. Eppure i suoi due milioni di abitanti sono rimasti, preservando la millenaria coabitazione fra musulmani e cristiani. La città è segmentata: la maggior parte dei quartieri in mano lealista, ma anche zone controllate dai ribelli, pur arretrati dall’occupazione dell’estate 2012. A loro volta i ribelli sono incalzati da sudovest dalle forze governative. La gente non può uscire dalla città accerchiata dall’opposizione, tra cui fondamentalisti intransigenti e sanguinari. Per i cristiani, uscire dalla zona governativa significa rischiare la vita.

Lo sanno bene i due vescovi aleppini, Gregorios Ibrahim e Paul Yazigi, da più di un anno sequestrati. Aleppo è la terza città “cristiana” del mondo arabo, dopo Il Cairo e Beirut: c’erano 300 mila cristiani!

Morte da ogni parte.

aleppo_war-02La popolazione soffre. L’aviazione di Assad colpisce con missili e bidoni esplosivi le zone in mano  ai ribelli; questi bombardano gli altri quartieri con mortai e razzi artigianali. Si soffre la fame e la mancanza di medicinali. C’è l’orribile ricatto dell’acqua che i gruppi jihadisti tolgono alla città.È una guerra terribile e la morte viene da ogni parte. Passando per tunnel sotterranei, si fanno esplodere  palazzi “nemici”. Come sopravvivere? Si deve fermare una strage che dura da due anni. Occorre un intervento internazionale per liberare Aleppo dall’assedio. Ci vuole un soprassalto di responsabilità da parte dei Governi coinvolti: dalla Turchia, schierata con i ribelli, alla Russia, autorevole presso Assad. Salvare Aleppo val più che un’affermazione di parte sul campo! Si debbono predisporre corridoi umanitari e rifornimenti per i civili. E poi si deve trattare a oltranza la fine dei combattimenti. Una forza d’interposizione Onu sarebbe opportuna. Certo richiede tempo per essere realizzata e collaborazione da parte di Damasco. Intanto la gente di Aleppo muore. Bisogna imporre la pace in nome di chi soffre. Una sorta di “Aleppo città aperta”.

In tanti, da ogni parte del mondo, di diverse culture e religioni, si stanno unendo alla sua voce.
LISTA DEI PRIMI FIRMATARI

 

Aderisci anche tu:

Desidero sottoscrivere l’appello “Salviamo Aleppo”

 

 

 

 

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Siria, continua il calvario dei cristiani ad Aleppo

Suor Maria Nazareth racconta come si vive ad Aleppo mentre è in corso l’offensiva di Al Nusra e dell’opposizione armata

Da circa cinque mesi una nuova terribile ondata di violenza si è scagliata su Aleppo, la città del nord della Siria che più di tutti sta pagando lo scotto della guerra. Continua a leggere

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