Mamma sono tornate le colombe?

La guerra è una spaventosa agonia ed i bambini, per essere i più vulnerabili la soffrono in modo particolare.

Una maestra afflitta, ci raccontava che nelle ricreazioni i bambini non facevano altro che parlare di queste cose: “Mia mamma non ha potuto lavarci i vestiti perchè non avevamo l’acqua. Per questo non sono venuto a scuola”…Nel mio quartiere non abbiamo la luce da due settimane”…” “Ieri è caduto un missile nella casa del mio del mio vicino e ci sono stati molti morti; io ho visto tutto dal balcone”… Non sono argomenti di conversazione molto belli per questi fanciulli, però è ciò che respirano da anni!

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I bambini hanno dimenticato le corse nella piazza ed i giochi nel cortile; fanno a gara indovinando che tipo di armi stanno sparando durante i bombardamenti; e ciò che è peggio è che non collezionano più figurine ma cartucce da sparo. Al tramonto, il buio irrompe bruscamente e la mancanza di elettricità li obbliga ad andare a letto molto presto. Spaventati dalle esplosioni e atterriti da un continuo timore, ritardano ad addormentarsi; e anche se sono grandi, riescono solo ad addormentarsi tranquilli se sono ben afferrati alle braccia delle proprie madri.

E che dire dei bambini che stanno dormendo sotto le grondaie nei marciapiedi perchè hanno perso la casa? O che vanno da parente in parente perchè hanno perso i genitori. In molti di loro la guerra lascierà tracce e cicatrici morali irreparabili. Così tutto è curioso – e quasi miracoloso- che ancora vogliano sorridere.

Questi bambini hanno qualcosa di speciale che brilla nei loro occhi e li fa assomigliare agli angeli. È la luce della fede che, ancora in germe, promette già avere la forza e la tempera di questo popolo martire.

È successo che è caduto un missile nel palazzo dove vive una famiglia che ha tre bambini, è un episodio che si ripete tutti i giorni nei quartieri cristiani; nessuno è rimasto ferito. Ancora tremando si sono messi a pulire e riunire le macerie. Il più piccolo, sussurrava piano, mentre spazzava i vetri: “Grazie a Dio! Grazie a Dio!”.

 

Una bambina di 6 anni è stata raggiunta da una pallotola vagante mentre giocava nella sua casa; il proiettile ha attraversato la finestra e le ha colpito il braccio spaccandogli il gomito. Per la differenza di pochi centimetri non ha colpito i suoi organi vitali. La bambina è stata assistita e ingessata. La sua mamma cercando di consolarla nei suoi dolori gli ha detto: “Hai visto come Gesù ti ha protetto? Non è stato niente; il proiettile solo le ha spaccato il gomito. La bambina rispose con radiante convinzione: “Lo so mamma che Gesù mi ha protetto; Lui è stato a parare il proiettile, per questo ha un buco nella mano!”.

In un centro pastorale, hanno pregato per la pace con un gruppo di bambini, e come segno hanno lanciato due colombe, augurandogli di volare verso il Cielo e di portare al ritorno la tanto desiderata pace per Aleppo…Da quel momento uno dei bambini ogni mattina si sveglia e domanda: “Mamma sono tornate le colombe?”. E con il passare dei giorni continua a ripeterla con pena ma con instancabile speranza: “Sei sicura mamma che non sono tornate?”.

Le colombe torneranno portando la pace ed i bambini la vedranno!

Missionari IVE ad Aleppo

 

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