“Proteggici tu, Signore!”.

Fauzi, uno dei nostri ragazzi, vi racconta la sua commovente storia.

(La traduciamo letteralmente dal suo racconto in arabo):

“Ero seduto di fronte al mio computer guardando il mio film preferito, come sono solito fare a quell’ora. Erano le 10 di notte. Il mio fratello più piccolo navigava su Internet. Mio padre e mia madre cenavano insieme e chiacchieravano. Eravamo allegri della pace di Dio e della sua protezione.

Però improvvisamente arrivò quell’istante che avrei desiderato che non arrivasse mai e che nessuno mai dovesse sperimentare. Parlo dell’istante di una tremenda esplosione che fece tremare la casa e tutti noi. Immediatamente dopo lo scoppio, è caduta l’elettricità in tutto l’edificio. Io e la mia famiglia siamo corsi in cucina, così come eravamo, scalzi, pestando i resti dei vetri delle finestre che si erano rotti e si trovano sparsi in tutta la casa. Ci chiudemmo in cucina perché è il luogo più lontano dalla strada. Mia madre e mio fratello sono rimasti senza parlare per diverso tempo a causa dello shock. In quei secondi mi è parso che fosse arrivata la nostra fine. La fine di quella semplice vita che stavamo vivendo, la fine delle nostre speranze. Sentivo che quell’istante avrebbe distrutto tutti i miei sogni, il mio futuro, e tutto il resto. Ascoltavo la gente che gridava, altri che piangevano e i vetri che si rompevano. Non c’era luce, non potevo sapere cosa stesse succedendo. Era qualcosa di sconosciuto, come se fossi in una città fantasma. Allora accendemmo delle candele e cominciamo a pregare il Padre Nostro chiedendo a Dio che ci proteggesse: “Proteggici tu Signore!”. Dopo di ciò cercai di uscire al balcone, per poter vedere che cosa stesse succedendo. Ma non era possibile capire niente a causa della grande quantità di polvere che riempiva l’ambiente. In quel momento, mentre mi trovavo al balcone, cominciarono a sparare. Vedevo con i miei propri occhi il fuoco degli spari in mezzo all’oscurità. In quell’istante sentì la morte. Allora corsi fino ad dove si trovava la mia famiglia e dissi loro: “non succede niente, non dobbiamo aver paura”. Non erano in condizioni di sapere la verità perché erano ancora sotto shock.

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Dopo alcuni minuti si sentivano voci di persone che cercavano di rompere la porta del nostro edificio. Cominciamo a gridare però nessuno rispondeva. Pensammo che fossero dei terroristi che cercavano di entrare per nascondersi o per ucciderci, ma quando salimmo dal nostro appartamento scoprimmo che invece si trattava di guardie di sicurezza che volevano sapere come stavamo e se c’erano vittime o feriti. Grazie a Dio non ce n’erano. Venimmo a conoscenza del tipo di proiettile che aveva causato l’esplosione e che era caduto nel secondo piano del nostro edificio, proprio sotto il nostro appartamento. Grazie a Dio, il padrone di casa non aveva riportato nessun danno. Dio “scrisse per lui una nuova vita” (cominciò a vivere di nuovo), come si dice tra noi, perché si trovava seduto esattamente nell’abitazione dove cadde il proiettile, però lo Spirito Santo gli ispirò di uscire da lì e di andare nel fondo della cassa, in cucina, a preparare la cena. Mentre camminava verso la cucina arrivò il proiettile…

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Decidemmo di allontanarci dalla nostra casa, perché eravamo terrorizzati. E così uscimmo, con quello che avevamo addosso, in pigiama, verso la casa di uno zio, che si trova ad alcuni minuti a piedi dalla nostra. Mentre camminavo frettolosamente, cercavo di ripensare a come tutto ciò era successo. Ricordai che durante la mattina di quello stesso giorno mentre pregavo il mio Rosario quotidiano, chiesi con un particolare fervore a mia madre, la Madonna, che proteggesse me e la mia famiglia, che si prendesse cura di noi, suoi figli. Pregavo come se sapessi che qualcosa sarebbe successo quel giorno… Realmente la mia preghiera è stata accolta dalla Vergine Santissima, perché ci ha protetto da quel proiettile grazie alla provvidenza di suo Figlio nostro Signore Gesù Cristo, mio Salvatore e protettore.

… Mi piacerebbe che tu, che leggi adesso questo mio racconto potessi sentire ciò che io ho sentito durante quei minuti, affinché, anche se non puoi (venirci ad aiutare) fare niente, preghi per noi.

Questo è ciò che ti chiedo, solamente che preghi!

Fauzi.

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Mandiamo alcune foto su ciò che abbiamo raccontato

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